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| Storia |
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 ITALIA
1948: Dal 24 al 26 settembre si disputano a Roma i primi
Campionati europei di volley.
E’ il primo appuntamento con questa manifestazione dopo
l’istituzione della Federazione mondiale di pallavolo
nell’aprile 1947.
Si svolge all’aperto sui campi del Foro Italico. Con l’assenza
dell’Unione Sovietica, che si era unita alla Federazione
mondiale qualche mese prima, la squadra della Cecoslovacchia
prevale sulle altre 5 e vince il primo Campionato europeo allenata
dal coach Ceslipa. La Francia si classifica seconda dopo una
sfida all’ultimo sangue con l’Italia padrona di
casa, vincendo per 3-2. Il Portogallo arriva quarto davanti
a Belgio e Olanda. |
BULGARIA
1950: Nel secondo appuntamento con i Campionati europei
di pallavolo in Bulgaria, l’Unione Sovietica conferma
la superiorità dimostrata l’anno prima ai Mondiali.
Vince il suo primo titolo europeo dominando tra le squadre dell’est,
tra cui c’era la prima nazione campione in carica, la
Cecoslovacchia. Il sestetto sovietico non perde neanche un set
in 5 partite giocate. L’Ungheria intasca il bronzo davanti
alla Bulgaria mentre Romania e Polonia concludono al quinto
e sesto posto. L’Italia non partecipa: in quell’anno
la formazione di Del Chicca giocherà una sola partita
ufficiale, un’amichevole contro la Francia. |
| FRANCIA
1951: La terza edizione dei Campionati europei di pallavolo
si svolge a Parigi dove sono 10 le squadre maschili in campo
dall’est all’ovest. Gli uomini sovietici bissano
il successo dell’anno precedente e di nuovo non perdono
neanche un set nella loro scalata trionfale. L’allenatore
Tschinilin schiera nuovamente in campo i nove giocatori della
squadra vincente nel 1950. Tra i pallavolisti esordienti Giwi
Ahvlediani e Wladimir Savvin, i quali diventeranno anche allenatori
e dirigenti sportivi a livello mondiale. Dopo l’Unione
Sovietica stavolta si posiziona seconda la Bulgaria davanti
alla Francia padrona di casa, che riesce ad ottenere solo un
bronzo. Romania e Jugoslavia si classificano al quarto e quinto
posto. L’Italia è solo ottava. |
| ROMANIA
1955: La quarta edizione dei Campionati europei in Romania
può esser definita ‘la vera manifestazione’
coinvolgendo 15 squadre nazionali sotto rete. La Cecoslovacchia,
che ha ottenuto il podio nella prima edizione a Roma, si aggiudica
il suo secondo titolo grazie alle stelle Musil, Maly, Laznicka
e Paulus. In campo anche due campioni del 1948, Paldus e Tesar.
Stavolta l’Unione Sovietica non riesce ad agganciare neanche
una medaglia, accontentandosi di un quarto posto a Bucarest
nonostante schieri campioni esperti come Konstantin Rewa e i
giovani talenti Mondosolewski in regia e Tschesnokow in attacco.
Alla Romania padrona di casa arriva la medaglia d’argento
mentre per la Bulgaria quella di bronzo. Questa volta gli Europei
riscontrano un vero e proprio boom di spettatori: si stima che
circa 15000 persone riempissero lo stadio di Dinamo. Nelle finali
il numero di fans raggiunse addirittura la cifra di 30000 spettatori.
L’Italia dello slavo Trinajstic giunge nona, ma con l’orgoglio
di aver vinto cinque partite consecutive per la prima volta
nella sua pionieristica storia. |
| CECOSLOVACCHIA
1958: A Praga continua a crescere la partecipazione verso
i Campionati europei di pallavolo che arrivano a coinvolgere
ben 20 squadre partecipanti. La Cecoslovacchia, detentrice del
titolo europeo e mondiale, vince di nuovo facendo impazzire
il pubblico di casa. Sorprende stavolta per una tecnica completamente
nuova di ricezione e difesa che rivoluzionerà il gioco
della pallavolo: il bagher (“escavatore” in ceco).
Dietro alla Cecoslovacchia, la Romania vince l’argento
con il giovane palleggiatore Dragan. I sovietici si aggiudicano
il terzo posto davanti alla Bulgaria e all’Ungheria, schierando
un solo giocatore esordiente rispetto ai Campionati del 1955.
L’Italia per preparare il torneo continentale comincia
a giocare anche d’inverno, ma si piazza solo al decimo
posto. |
ROMANIA
1963: Per la terza volta consecutiva l’Unione Sovietica
non riesce a salire sul podio nonostante sia due volte campione
del mondo e schieri in campo la banda Bugajenkow e l’eccellente
palleggiatore Mondosolewski. Questa volta è la Romania
a strappare il titolo europeo ai cechi davanti all’Ungheria,
grazie alle straordinarie prestazioni del fenomenale palleggiatore
Aurel Dragan del Rapid Bucarest. La Bulgaria ottiene la quarta
posizione mentre la Cecoslovacchia si deve accontentare del
quinto posto. L’Italia di Trinajstic non migliora la posizione
del precedente europeo e giunge al 10° posto. |
TURCHIA
1967: I Campioni del Mondo cecoslovacchi, che quattro
anni prima a Bucarest avevano ottenuto il quarto posto, non
potevano non vincere il titolo europeo a Istanbul. La Cecoslovacchia
però perde l’incontro decisivo contro i primi campioni
olimpionici della storia (la squadra dell’Unione Sovietica)
per 3-2. Per i sovietici è il primo Campionato Europeo
che centrano dopo sedici anni di astinenza. Questi fenomenali
giocatori sono il palleggiatore trentaquattrenne Mondolewski,
tornato in ottima forma dopo aver perso il Campionato del Mondo
nel 1966, gli attaccanti Beljajew e Bugajenkow e l’universale
Pojarkow. L’allenatore Kletschew fa ancora affidamento
su cinque giocatori che avevano vinto l’oro alle Olimpiadi
di Tokio. Le novità nella squadra sono i due giovani
schiacciatori Krawchenko e Lapinski. L’Italia con una
squadra di ragazzi poco più che ventenni, con Gianfranco
Zanetti a fare da esperto, si classifica all’ottavo posto. |
ITALIA
1971: In Italia le 22 squadre partecipanti fanno registrare
un vero e proprio record di numeri. E’ la prima volta
nella storia che il titolo si raggiunge con la formula di conteggio
delle percentuali di set vinti. I detentori del titolo dell’Unione
Sovietica puntano fermamente sull’essere i nuovi campioni
già prima del loro 0-3 inflitto dalla Cecoslovacchia
nell’ultimo incontro, e infatti ottengono la medaglia
d’oro. La sorprendente vittoria dei Cecoslovacchi assicura
ad essi la medaglia d’argento (con percentuale di 12:5
set vinti) prima della Romania (terza con 12:6 set), che vince
contro i Cecoslovacchi ma non può piazzarsi in una posizione
migliore per come perde contro l’Unione Sovietica. I Campioni
del mondo tedeschi, questa volta, deludono fortemente. Appena
un anno dopo il loro sensazionale risultato in Bulgaria perdono
ogni incontro in Italia. Allo stesso livello, i vice-campioni
del mondo bulgari subiscono una grande delusione poiché
non possono qualificarsi per le finali a sei squadre. Alla fine
ottengono un settimo posto. Tra i nuovi e soliti campioni dell’Unione
Sovietica ci sono alla fine solo sei giocatori che hanno disputato
l’anno precedente i Campionati del mondo in Bulgaria sotto
la direzione del tecnico Tschesnokow. Vladimir Kondra, che più
tardi verrà annoverato tra i migliori giocatori sovietici,
fa qui il suo debutto. La sconfitta per 3-2 dell’Italia
con la Romania vanifica i sogni di competere con le migliori
del continente. L’ottavo posto vanifica la buona organizzazione
e spegne le luci che la tv aveva acceso sul volley. |
JUGOSLAVIA
1975: I noni campionati europei in Jugoslavia vengono
organizzati con una riduzione del numero di squadre partecipanti,
passate a 12. Entrambi, gli uomini come le donne, sono divisi
in tre gruppi da quattro da cui le due migliori squadre piazzate
si qualificano per la finale. L’Unione Sovietica che,
un anno prima, aveva fallito la difficile prova di diventare
Campione del Mondo in Messico, ora vince contro la Polonia per
3-0 avvicinandosi al suo quinto titolo europeo. Ciò nonostante
perde 3-2 contro i padroni di casa. La Polonia ottiene un secondo
posto prima degli jugoslavi. Nella squadra sovietica ci sono
molti giovani giocatori che avrebbero attirato l’attenzione
in futuro, per esempio il diciottenne Alexander Savin sceso
in campo per la prima volta in un Campionato europeo, o il giocatore
Zaitchev e i suoi compagni Loor, Seliwanow e Tschernischow. |
| FINLANDIA
1977: Il decimo campionato europeo in Finlandia dà
il via a un nuovo modo di giocare. Le dodici squadre qualificate
(gli uomini come le donne) giocano tra loro in gruppi di sei
squadre, dopo di che terze, quarte, quinte e seste formazioni
classificate si incontrano con un sistema di match incrociati
per ottenere le posizioni dalla prima alla dodicesima. Ancora
una volta la Polonia, che aveva vinto i Campionati del Mondo
nel 1974 e i giochi olimpici nel 1976, esce a testa alta dalla
battaglia contro l’Unione Sovietica per diventare anche
Campione d’Europa. Un anno dopo la grande delusione di
Montreal, dove la medaglia d’oro sembrava essere certa
ma dopo andò alla Polonia, i sovietici ottengono la rivincita
con i loro vicini di casa occidentali vincendo per 3-1 la gara
finale. Guadagnano così il sesto titolo di Campioni d’Europa.
Particolarmente impressionanti appaiono i giocatori Zaitchev
e il più completo Molibago. La Romania ottiene la medaglia
di bronzo con una vittoria per 3-1 contro l’Ungheria.
Ungheria e Cecoslovacchia si posizionano quinte e seste precisamente
come due anni prima in Jugoslavia. L’Italia è ancora
una volta ottava. |
| FRANCIA
1979: L’undicesimo Campionato europeo maschile
e femminile in Francia ancora una volta vede utilizzare la formula
della divisione in gruppi di quattro squadre. Di nuovo l’Unione
Sovietica surclassa le rivali. Gli artisti della palla lasciano
sulla loro strada solo tre set alle spalle al loro settimo titolo:
nella partita contro la Jugoslavia vincono 3-2 mentre contro
la Francia 3-1. Il campione Kondra, alla sua terza partecipazione,
viene premiato come miglior giocatore del Torneo. La Polonia
sembra essersi ripresa dalla delusione dei Mondiali di Roma.
Vince la medaglia d’argento enfatizzando la sua posizione
come numero due in Europa subito dietro i sovietici. Ma la più
grande sorpresa in quest’edizione degli Europei è
la Jugoslavia che raggiunge il terzo posto e supera così
la Francia padrona di casa, che sperava di aggiudicarsi almeno
una medaglia. L’Italia vice-campione del mondo non riesce
a ripetere la sua eccellente prestazione dei Mondiali giocati
in casa nel 1978 e ottiene solo un quinto posto. Per l’Italia
risulta il miglior piazzamento di sempre, eccezion fatta del
bronzo conquistato nel 1948 agli Europei di Roma, dove però
le squadre partecipanti erano solo sei. Con questo piazzamento,
gli Azzurri di Pittera si qualificano all’Europeo del
1981. |
BULGARIA
1981: Un anno dopo gli uomini Sovietici, trionfatori
dei Giochi olimpici a Mosca, riescono a vincere facilmente il
titolo europeo. Lasciano solo due set alla squadra cecoslovacca.
La medaglia d’argento va ancora una volta alla Polonia,
mentre la Bulgaria è caparbia nel raggiungere il terzo
posto dopo un’astinenza di medaglie dal 1955. Per i tedeschi,
dopo 10 anni, arriva il raggiungimento della finale ma ottengono
solo il sesto posto. Come spesso era capitato nelle precedenti
edizioni, nessuna formazione dell’ovest viene rappresentata
in Bulgaria. La squadra francese, che riesce a qualificarsi
per i Campionati europei per la prima volta dopo la riduzione
delle squadre partecipanti a 12, ottiene l’undicesimo
posto. L’Italia chiude amaramente il ciclo Pittera con
un settimo posto e ingaggia il nuovo commissario tecnico Silvano
Prandi. |
| GERMANIA
1983: Per la quinta volta è la Polonia a cercare
di intralciare l’ascesa al titolo dei sovietici nell’Europeo
maschile di Germania. Ma alla fine per la squadra polacca arriva
solo l’argento. L’Unione Sovietica vincitrice del
quarto titolo mondiale un anno prima in Argentina è ancora
la squadra più forte. Il dream team dei sovietici, con
le superstars Savin e Zaitchev, gioca al massimo delle sue capacità
e non lascia alcuna possibilità alle avversarie. Questa
volta l’Italia è la vera sorpresa dell’Europeo.
Dopo aver raggiunto la fase finale manca il bronzo per poco,
perdendo per 3-2 nell’ultima partita contro i tedeschi.
La squadra italiana conquista però il premio come miglior
giocatore del Campionato, con l’attaccante “Mano
di pietra” Franco Bertoli. La medaglia di bronzo va alla
Bulgaria che non contava più di vincerla. |
| PAESI
BASSI 1985: Nella nazionale sovietica compaiono nomi
nuovi in quest’edizione dei Campionati europei dei Paesi
Bassi, ma allo stesso modo tutto rimane invariato. Con Antonov,
Vilde, Sorokolet e Iwanow nella formula del successo sovietico
non è cambiato nulla, il corso degli eventi porta al
decimo titolo. Per la prima volta dopo il 1971 la squadra cecoslovacca
sale sul secondo gradino del podio. La Francia, che si classifica
terza, deve soffrire molto prima di ottenere quel buon piazzamento
che non raggiungeva da ben 24 anni. Questo successo per i francesi
arriva soprattutto grazie al brillante gioco del loro eccellente
palleggiatore Alain Fabiani che è repentinamente ribattezzato
dai media il ‘Platini del volley’. Ma il premio
come miglior giocatore se lo aggiudica il cecoslovacco Cyril
Kreici che gioca davvero bene contribuendo a portare la sua
nazionale al secondo posto. Ad Amsterdam l’Italia ottiene
un sesto posto che non è mortificante ma matura in seguito
alla decisione del tecnico Prandi di rinnovare la squadra facendo
largo ai giovani. |
BELGIO
1987: Alla quindicesima edizione degli Europei la squadra
sovietica intasca il suo undicesimo titolo, il nono consecutivo.
Per la prima volta dal 1977 si assiste ad una finale tra Unione
Sovietica e Francia in cui hanno la meglio i grandi sovietici.
I francesi, che si erano distinti nella prima fase del Campionato
per il gioco più fantasioso, non riescono a vincere il
titolo ma vengono giudicati la miglior squadra di questi Europei.
La medaglia di bronzo va alla Grecia vincitrice per 3-2 sulla
Svezia. Un incontro che vedeva nel quinto set i greci recuperare
dallo svantaggio di 13-8 fino al capovolgimento del risultato
che li conduceva al terzo posto. Il quinto posto va ai giovani
giganti dei Paesi Bassi che possono vantarsi di aver superato
i vice-campioni europei cecoslovacchi. La Polonia non riesce
a qualificarsi e per la prima volta salta un Europeo dal 1951.
Per i sovietici è la prima volta dal 1977 senza Wjatscheslaw
Platonov in panchina come allenatore, ma è anche la prima
volta dal 1975 che non prende parte al Campionato il leggendario
duo Wjatscheslaw Zaitchev e Alexander Savin. Comunque il nuovo
coach Parschin, che aveva preso in mano la squadra nella primavera
del 1986 esordendo con un secondo posto ai Mondiali dello stesso
anno in Francia, si assicura la medaglia olimpica nel 1988 a
Seoul. L’Italia di Alexander Skiba si classifica solo
nona. |
| SVEZIA
1989: In Svezia gli Italiani diventano i protagonisti
assoluti: vincono il titolo per la prima volta. In 40 anni di
storia dei Campionati europei gli azzurri portano al titolo
continentale una squadra dell’ovest. Il loro successo
è seguito dalla Svezia che si classifica al secondo posto
con il talentuoso giocatore Bengt Gustafsson, mentre il bronzo
va ai Paesi Bassi. Il tecnico della nazionale italiana Julio
Velasco commenta così il suo trionfo: “Questa è
una giornata storica per la pallavolo europea”. Ed è
l’inizio di un’epoca con una squadra di fenomeni
composta da Paolo Tofoli, Andrea Zorzi, Andrea Lucchetta, Andrea
Giani, Lorenzo Bernardi e Luca Cantagalli. Per i soliti vincitori
sovietici, cechi e bulgari che generalmente regnavano in Europa,
stavolta non ci sono medaglie. |
| GERMANIA
1991: I tifosi tedeschi si concentrano a Karlsruhe, Amburgo
e Berlino nella diciottesima edizione dei Campionati europei
che alla fine regala due sorprese. I sovietici vincono 3-0 contro
un’Italia maggiormente favorita in finale, visto il titolo
mondiale guadagnato nel 1990 e la World League del 1991. A Berlino
i giocatori del coach Platonov interrompono la serie positiva
degli italiani con un 3-0 nella finale, in cui spicca il nuovo
talento Dimitri Fomin. La squadra della Germania unita sorprende
ogni aspettativa classificandosi al quarto posto. Al terzo gradino
del podio tornano i Paesi Bassi che in finale battono proprio
la Germania. |
| FINLANDIA
1993: Il tempo dei colpi duri per l’Italia finisce
con il titolo di Campioni Europei nel 1993. La squadra azzurra
è la numero uno, indiscutibile nelle gerarchie pallavoliste
per gli anni seguenti. La vittoria per 3-2 contro la fortissima
squadra olandese a Turku è come un tocca sana per le
anime degli italiani abituate ad alti e bassi, partendo dall’ultimo
campionato europeo (secondi classificati), proseguendo con i
giochi olimpici del 1992 (quinti classificati) e con la finale
di World League nel 1993 con il Brasile (terzi classificati).
L’Italia batte in semifinale la Germania e vola verso
la conquista del titolo europeo. |
| GRECIA
1995: Ai Campionati in Grecia del 1995 vengono confermate
le stesse posizioni di due anni prima. E come nel 1993 l’Italia
batte ancora una volta l’Olanda in cinque set (sono gli
stessi olandesi, un anno dopo, a vincere la medaglia d’oro
alle Olimpiadi di Atlanta). Il tecnico italiano Julio Velasco
giudica la finale come “una delle migliori finali della
storia”. Il gruppo azzurro è rinnovato ed esordisce
tra gli altri un ventenne dalle lunghe leve e carattere grintoso:
il centrale Vigor Bovolenta. Velasco effettua un cambio in regia
e per la prima volta Tofoli finisce in panchina per lasciare
il posto a Meoni, ma appena sbarcato in Grecia, Meoni si frattura
il mignolo della mano destra. Tocca di nuovo a Tofoli. Gli azzurri
partono bene e battono facilmente Romania, Bulgaria e Polonia.
La sfida con la Repubblica Ceca è una vera battaglia
ma l’Italia riesce a spuntarla. Gli azzurri cedono però
ai colpi della Russia ma fortunatamente questa sconfitta non
influisce sul primato nel girone. In semifinale l’Italia
affronta la Jugoslavia che viene battuta con molta fatica. Ma
per gli azzurri c’è ancora da soffrire: la finale
è contro l’Olanda. Nella finale di Atene, Velasco
schiera Tofoli opposto a Giani, Gardini e Gravina al centro,
Bernardi e Papi schiacciatori, ma durante la partita cambierà
il sestetto per ben 17 volte, lavorando tatticamente contro
gli “orange” di Alberda. Il match è davvero
emozionante. L’Olanda gioca una partita eccezionale ma
Tofoli e compagni ribattono colpo su colpo. Stupisce il giovane
Bovolenta. L’Italia vince e per i campioni azzurri arrivano
anche i riconoscimenti di miglior palleggiatore a Paolo Tofoli,
miglior difesa a Samuele Papi e miglior giocatore a Lorenzo
Bernardi. La Jugoslavia, rientrata dal lungo embargo sportivo,
ottiene il terzo posto con una netta vittoria contro la Bulgaria. |
| OLANDA
1997: Dopo 6 anni e 6 mesi di permanenza sulla panchina
azzurra e 325 partite, Velasco decide di lasciare la guida della
nazionale maschile per lanciarsi nella femminile. Il Presidente
federale Carlo Magri sceglie come nuovo coach dell’Italia
il brasiliano Paulo Roberto de Freitas, in arte Bebeto. Bernardi,
Cantagalli, Zorzi, Tofoli e Bracci hanno dato l’addio
alla nazionale insieme con Velasco. Nel gruppo azzurro ricompare
Rosalba accanto a Meoni, Gravina, Giani e l’inossidabile
Gardini. Due sono le novità: Giombini e Hristo Zlatanov.
L’Europeo olandese diventa un piccolo calvario. S’infortuna
Rosalba, poi anche Pippi; salta dunque la coppia di martelli
titolari. Bebeto riadatta Giani come schiacciatore e Bonatti
ottiene ancora una possibilità di giocare. Gli azzurri
perdono 3-1 con la Jugoslavia ma si riscattano vincendo contro
Slovacchia, Germania e Russia. L’Olanda, padrona di casa,
si trova nel momento di massimo splendore dopo la vittoria olimpica
e conquista la finale. All’Italia non resta che giocare
per il bronzo, che ottiene battendo la Francia per 3-1. Nella
finale l’Olanda dimostra la sua superiorità e conquista
il titolo europeo insieme ai premi come miglior attaccante a
Bas Van de Goor, miglior difensore a Reinder Nummerdor e miglior
giocatore assoluto a Guido Gortzen. |
| AUSTRIA
1999: In Austria giocano solo otto squadre e di nuovo
è la nazionale italiana a dare spettacolo e conquistare
la medaglia più prestigiosa. Gli azzurri guidati dal
tecnico Andrea Anastasi superano nella finale la temibile Russia
con un netto 3-1, riscattando la sconfitta subita nel girone
dei preliminari. Gli azzurri nella prima giornata del girone
battono per 3-0 l’Austria, nella seconda partita la Bulgaria
con lo stesso punteggio. È la Russia a complicare il
cammino degli azzurri, che vengono sconfitti in quattro set.
In semifinale l’Italia batte la Jugoslavia per 3-1, giocando
una pallavolo di ottimo livello. Gli stessi jugoslavi raggiungono,
come nel 1997, il terzo posto vincendo contro la Repubblica
Ceca. Per l’Austria padrona di casa un deludente piazzamento
come fanalino di coda dell’Europeo. L’Italia, sulle
ali dell’entusiasmo e guidata dalle ottime prestazioni
di Bracci, Meoni, Mastrangelo, per la prima volta titolare in
finale al posto del leggendario capitan Gardini, e Giani, conquista
la medaglia d’oro. |
| REPUBBLICA
CECA 2001: Superata la formula riduttiva ad otto squadre,
ad Ostrawa tornano ad essere dodici le nazionali sotto rete
a lottare per il titolo continentale. La Jugoslavia ha una marcia
in più. Gli jugoslavi, vincendo l’oro l’anno
precedente a Sidney, non hanno alcuna difficoltà ad ottenere
anche il titolo europeo. Nel girone preliminare gli azzurri
esordiscono con una bella vittoria per 3-0 con l’Ungheria.
Ancora un successo per 3-1 contro la Germania nella seconda
partita. 3-0 il risultato a favore dell’Italia della terza
gara con la Polonia. L’Italia ha successivamente due passaggi
a vuoto con Jugoslavia (3-0) e Francia (3-2), ma riesce ugualmente
a qualificarsi per la fase finale. In semifinale gli azzurri
si riscattano contro la Repubblica Ceca, padrona di casa, che
viene battuta con un netto 3-0. In finale è ancora la
Jugoslavia a fermare le ambizioni di vittoria azzurra. Secco
il 3-0 che i campioni olimpici infliggono a Giani e compagni.
Nell’Italia, ancora una volta, brilla il talento di Lorenzo
Bernardi, eletto “Mister secolo” della pallavolo
l’anno precedente. |
| GERMANIA
2003: A Berlino l’Italia dimostra di avere ancora
quella marcia in più e dopo una finale molto combattuta
con la Francia, ottiene il quinto titolo europeo vincendo per
3-2. La finale Italia-Francia totalizza ben 9000 spettatori
nell’arena del Max Schmeling Hall, numeri da record. La
Russia riesce a vincere il bronzo dopo un esordio devastante
proprio contro gli azzurri. I giocatori italiani dimostrano
la loro superiorità in tutti i fondamentali: a muro un
Mastrangelo davvero insuperabile, in ricezione impeccabile Papi
e miglior giocatore del Campionato l’opposto dal servizio
infallibile Sartoretti. Queste le dichiarazioni del capitano
Andrea Giani: “E’ un grande onore per noi continuare
a vincere. Questo Campionato europeo ha dimostrato quanto siano
forti e competitive le squadre nel mondo della pallavolo. E
il match contro la Francia ha regalato al pubblico un grande
spettacolo di altissimo livello”. Anche il ct Gian Paolo
Montali, al suo primo Campionato europeo sulla panchina dell’Italia,
al termine della gara ha dichiarato la sua soddisfazione: “Quando
un coach sogna di ottenere il suo primo titolo vuole vedere
una finale avvincente come questa giocata contro la Francia.
Io amo vincere ma ancora di più dopo una battaglia all’ultimo
sangue. Questo match ci ha regalato tantissime emozioni e sensazioni”. |
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