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| Gli
azzurri di ieri e di oggi |
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Durante
il cammino che porta al fischio d’inizio dei prossimi Campionati
Europei di volley,
ci accompagneranno una serie di interviste agli azzurri di ieri e
di oggi. Gloriosi ricordi
e nuove emozioni a confronto, per avvicinarsi alla prestigiosa manifestazione
attraverso una strada sempre più azzurra |
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di scelta |
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| Andrea Zorzi |
Valerio Vermiglio |
Andrea Gardini |
Hristo Zlatanov |
Claudio Galli |
Alberto Cisolla |
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| Valerio Vermiglio,
nato a Messina il 1 marzo 1976, è il regista della squadra
azzurra. Dopo l’abbandono di Andrea Giani è stato investito
da Gian Paolo Montali del ruolo di capitano. Un vero leader per la
nazionale italiana. Nel campionato italiano gioca per la Sisley Treviso.
Vanta 172 presenze in nazionale. Con la maglia azzurra ha vinto la
medaglia d’argento ai Giochi Olimpici di Atene 2004, la World
League 1999 e gli Europei 2003. |
Valerio
Vermiglio il capitano di questa nuova Italia?
Si, capitano sicuramente per quello che rappresenta la fascia sotto
il numero della mia maglietta però c’è da ricordare
che in questa nazionale oltre a me ci sono persone molto importanti
se non fondamentali come Alessandro Fei, Alberto Cisolla, Luigi Mastrangelo
su cui l’allenatore ha puntato le basi di questo nuovo gruppo.
Un gruppo che è giovane più che dal punto di vista dell’anagrafe,
dal punto di vista proprio di gioco e di esperienza che vanta si,
dei grandi campioni ma ragazzi che hanno bisogno di oliare le cose
che san fare, i propri mezzi tecnici e prendere esperienza.
Vermiglio come gli altri ha un’eredità pesante
da portare?
Si, Vermiglio ha un’eredità pesante come tutti gli altri.
Spera di poterla portare avanti e ci mette tutto il cuore e l’anima
e qualsiasi cosa abbia dentro per poterla portare e spera di poter
raggiungere risultati che solamente Tofoli, Giani e la nazionale del
passato ha potuto raggiungere magari per tutto il tempo che loro hanno
potuto raggiungere. L’emozione di vestire la
maglia azzurra ce la descrivi?
L’emozione è il calore che ti sale, i brividi sulla pelle,
dei momenti in cui ti rendi conto di essere come risplendente, questa
è una cosa bellissima, delle sensazioni che solamente vedendole
poi dal di fuori ti rendi conto che sono veramente speciali, perché
ti sembrano un po’ emozione, un po’ blocco quando le provi
dentro poi quando ti vedi da fuori ti rendi conto che sei uno dei
migliori, e tra i migliori e questo si trasmette poi nelle sensazioni
che sicuramente nei primi periodi in cui vesti questa maglia arrivano
o si sentono quando hai delle nuove responsabilità.
Com’è Valerio fuori dal campo?
Tutto il contrario di quello che è dentro: molto tranquillo.
Mi faccio i fatti miei, ascolto musica, cerco di evitare di essere
al centro dell’attenzione, di star troppo dietro alla gente.
Mi rinchiudo magari in un libro solo quando sono in nazionale oppure
nei miei hobby cerco la serenità e tranquillità, le
chiacchiere e il divertimento, però sempre in maniera molto
più simpatica di quello che sono dentro al campo.
Pregi e difetti di Vermiglio?
Penso che un pregio che a volte è stato e ogni tanto è
ancora un difetto è la mia eccessiva grinta, eccessivo voler
esser sempre attento, sempre pronto, sempre scattante per i miei compagni,
per difenderli, per prendermi la briga sotto rete con gli altri per
non mollare mai. Questo sicuramente, sfruttato bene su cui sto lavorando
è un mio grandissimo pregio. Poi il mio orgoglio del sud sicuramente
è un pregio dentro al campo, fuori può diventare permalosità,
che è proprio nostra dei ragazzi del sud. Altre cose sono pregi
e difetti che dico a me stesso ma faccio fatica a dirli in giro perché
preferisco siano gli altri alla loro maniera a giudicare. Poi so io
quello su cui lavorare, ho persone accanto che mi vogliono bene e
che mi consigliano e mi aiutano e quindi questa è la maniera
migliore. L’unica cosa che spero e che voglio che sia un mio
pregio sempre maggiore è di esser d’aiuto per chi ne
ha necessità e per chi vuole una mano.
Il sogno di Valerio Vermiglio qual è?
Il sogno è continuare a giocare a questo livello e continuare
a poter giocare per vincere più a lungo possibile.
Che farai da grande?
Vorrei fare tante cose, mi piacerebbe restare nell’ambiente
come mi piacerebbe lavorare con degli amici alla Personal Time che
poi sono quelli che hanno realizzato questi braccialetti insieme a
noi e che mi danno una mano nel sito internet, persone veramente in
gamba e con un lavoro bellissimo e divertentissimo. Mi piacerebbe
portare la mia esperienza a Conferenze, dove sia, o nei camp ai bambini
e qualsiasi cosa possa essere divertente e interessante la farei volentieri.
Non ho un obiettivo preciso, qualsiasi cosa purché me ne diano
la possibilità. |
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