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Gli azzurri di ieri e di oggi    
Durante il cammino che porta al fischio d’inizio dei prossimi Campionati Europei di volley,
ci accompagneranno una serie di interviste agli azzurri di ieri e di oggi. Gloriosi ricordi
e nuove emozioni a confronto, per avvicinarsi alla prestigiosa manifestazione
attraverso una strada sempre più azzurra
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Andrea Zorzi
Valerio Vermiglio
Andrea Gardini
Hristo Zlatanov
Claudio Galli
Alberto Cisolla
E’ arrivato il momento di un altro azzurro di ieri: il centrale Claudio Galli. Nato a Milano il 12 luglio del 1965, ha esordito nella massima serie con l’Enermix Milano, nella stagione 1984-85. Il rapporto con la Nazionale è cominciato nel 1981, con i primi collegiali della Juniores, e si è concluso nel 1993. Con la maglia azzurra ha vinto un campionato europeo (1993) e due World League (1991 e 1992).

Il tuo rapporto con l’Azzurro.
Con l’Azzurro ho avuto un ottimo rapporto: ho iniziato praticamente nell’81 con i primi collegiali della Nazionali Juniores e ho terminato nel ’93. Con la Nazionale ho vinto abbastanza, anche se il mio “miglior ricordo” è legato ad una sconfitta: la partita persa a Barcellona nei quarti, con l’Olanda. E’ probabilmente il risultato che mi ricorderò meglio di tutta la mia carriera pallavolistica.

Quando hai deciso di dire basta con la pallavolo?
Con la pallavolo giocata ho smesso praticamente nel ’98 con Cuneo, dopo aver perso le finali scudetto con Treviso. Finito il campionato, ed essendoci una ristrutturazione della squadra, non sarei più rimasto in quella città dove mi sono trovato per altro molto bene. Dovendo ripiegare su squadra di seconda fascia, è maturata l’idea di provare a fare qualcos’altro dal punto di vista manageriale-organizzativo e, quindi, di valutare altri tipi di esperienze, sempre all’interno del mondo della pallavolo.

Che ricordi hai dei mondiali con la Nazionale?
Ho giocato con la maglia azzurra i mondiali dall’86 all’88, poi, di nuovo, dal ‘91 al ‘93. Il mondiale del ’90 l’ho vissuto da spettatore e mi ha dato grandissime emozioni. Erano tutti miei amici quelli che erano dentro la squadra, e lo sono tuttora. Era la prima volta che l’Italia vinceva un mondiale!

E’ giusto fare paragoni oggi tra l’Italia di ieri e quella attuale, oppure è un’altra pallavolo?
E’ una pallavolo molto diversa. Capita sempre di fare paragoni. Credo che sia ingiusto per questi ragazzi paragonare quello che è stato, i successi della nazionale, con quello che stanno facendo loro adesso. E’ un’Italia rinnovata che quest’anno sta trovando la giusta strada e il giusto assetto. Ci vuole sempre tempo quando ci sono dei cambiamenti per riuscire a tornare in alto e vincere, comunque, negli ultimi anni, ci sono stati dei buoni risultati come la vittoria degli Europei nel 2003. Credo che sia una nazionale destinata a rimanere ad ottimi livelli, poi la differenza tra vincere o arrivare secondi può essere minima, ma è una differenza comunque importante. Credo che le premesse per gioire o soffrire insieme alla nazionale ci siano sempre, le vedremo già dai prossimi Europei dove l’Italia potrà ritagliarsi tranquillamente un ruolo da protagonista assoluta.