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| Gli
azzurri di ieri e di oggi |
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Durante
il cammino che porta al fischio d’inizio dei prossimi Campionati
Europei di volley,
ci accompagneranno una serie di interviste agli azzurri di ieri e
di oggi. Gloriosi ricordi
e nuove emozioni a confronto, per avvicinarsi alla prestigiosa manifestazione
attraverso una strada sempre più azzurra |
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di scelta |
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| Andrea Zorzi |
Valerio Vermiglio |
Andrea Gardini |
Hristo Zlatanov |
Claudio Galli |
Alberto Cisolla |
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| Alberto Cisolla è
il sesto giocatore che incontriamo in questo appuntamento con gli
“Azzurri di ieri e di oggi”. E’ nato a Treviso il
10 ottobre 1977 e con il Sisley Treviso gioca praticamente da sempre,
dalle giovanili al debutto nella massima serie nella stagione 1996-1997.
Vanta 82 presenze con la Nazionale italiana e con essa ha ottenuto
la medaglia d’Argento alle Olimpiadi di Atene 2004. Cisolla
rappresenta, quest’oggi, uno dei punti di forza della squadra
azzurra. |
Che
ragazzo è Alberto Cisolla?
Una persona abbastanza semplice, con un forte senso del dovere. Uno
che non ha problemi a prendersi le responsabilità e che vuole
sempre portare a termine gli obiettivi che si prefigge.
Cosa non sopporti e cosa invece ami nella gente?
Sono uno che si trova abbastanza bene in quasi tutte le situazioni.
Vivendo in questo mondo si incontrano tanti caratteri diversi e per
conviverci bisogna abituarsi a sopportarli. Quali
sono i tuoi pregi e i tuoi difetti?
Di pregi ne ho pochissimi ma di difetti molti. Un pregio però
potrebbe essere quello di avere la capacità di stare in mezzo
a determinate situazioni con tranquillità. Per i difetti dovresti
chiedere agli altri, io te ne farei una lista troppo lunga.
Che hobby coltivi?
Purtroppo, o per fortuna, questo lavoro mi impegna molto e quindi
di hobby ne ho ben pochi. Mi piace molto andare in montagna, soprattutto
per sciare, ma non lo posso fare mentre gioco. Non riesco a trovare
un compagno altrimenti anche il biliardo rappresenterebbe un mio hobby.
Ora trascorro il tempo facendo le parole crociate in camera con Cernic.
Quale musica ascolti?
Il mio gruppo preferito sono gli U2 ma alla fine ascolto un po’
di tutto. Cisolla e l’azzurro. Ci racconti
il tuo esordio?
Ho un rapporto abbastanza particolare con la Nazionale. Fino ad ora
ho sempre fatto tante piccole apparizioni però non avevo mai
rivestito un ruolo così importante come quest’anno. E’
stato un po’ difficile ma ci ho sempre messo tutta la mia disponibilità
e il mio impegno. Finalmente mi sono state date responsabilità
e spazio maggiore. Spero di continuare a meritarmi questo posto. L’esordio
con la Nazionale è stato con Anastasi in panchina ma la partita,
sinceramente, non me la ricordo neanche. Che vuol
dire vestire la maglia azzurra?
Penso che sia il punto di arrivo e, allo stesso tempo, di inizio della
carriera di un giocatore. E’ il livello massimo di pallavolo
a cui tutti gli atleti mirano e dove, una volta arrivati, si fa di
tutto per rimanerci il più possibile. E’ un onore e un’emozione
enorme ogni volta scendere in campo. Oltertutto il pubblico che viene
a vedere l’Italia, rispetto a quello del club, è molto
più caldo e ti segue nei palazzetti di tutto il Mondo riempiendoti
di orgoglio. Che altra differenza trovi nel giocare
con il club o con la Nazionale?
Con la Nazionale c’è un fascino particolare ma alla fine
si tratta sempre di pallavolo, sono sempre partite, è sempre
sport. La differenza ovviamente c’è ma non te lo saprei
descrivere, con la maglia azzurra è tutto più bello.
Il punto su questa Nazionale?
C’è un ricambio generazionale, ci sono nuovi inserimenti,
un sistema di gioco che sta un po’ cambiando. L’innesto
di nuovi atleti, con caratteristiche diverse dai vecchi, ci ha portato
ha fare fatica all’inizio nella World League. Però siamo
solo all’inizio di un cammino molto lungo dove questa Nazionale
ha, secondo me, ancora le qualità per fare bene. Cosa
c’è da fare?
C’è da lavorare tantissimo e fare tante esperienza. Bisogna
avere pazienza, non buttarsi giù troppo, non allarmarsi troppo
e armarsi di tanta voglia, rimboccandosi le maniche. Quello che già
stiamo facendo e abbiamo fatto nelle tre settimane prima della qualificazione
ai Mondiali. Che Italia vedremo all’Europeo?
Un’Italia che va per fare una bella figura, cresciuta rispetto
a quella che non si è qualificata per la World League. Un’Italia
agguerrita che andrà lì per fare il massimo e per cercare
di mantenere questo titolo. Cosa ci vorrà
per mantenerlo?
Un gran gioco. Secondo me le qualità ci sono. Le squadre presenti
sono davvero molto forti, vedi Serbia e Russia, ma secondo me ci sono
le basi per fare bene. E’ nostro dovere provarci quantomeno.
Quanto mancano i vari Papi e Giani?
Sicuramente molto, nel senso proprio della presenza che avevano in
campo. Però è già successo per anni con altri
giocatori. E’ un ricambio generazionale, è normale che
sia così. Adesso bisogna, in un certo senso, cancellare il
passato e guardare avanti. Questo è il gruppo, ci sono delle
buone prospettive e bisogna sfruttarle al meglio. Cisolla
è un altro Cisolla. Questo è stato un anno importante
per te?
Mi ritengo abbastanza giovane e in continua crescita. Cerco di sfruttare
al massimo le possibilità che ho per perfezionarmi. L’esperienza
fa parte di questo miglioramento e mi arriva giocando in un club importante
e facendo parte della Nazionale. Questo è avvenuto negli ultimi
anni e spero di continuare così. Quanto pesa
questo paragone con l’Italia che fu?
Non pesa, è giusto che ci sia perché abbiamo avuto prima
di noi una Nazionale che veramente ha fatto la storia di questo sport.
E’ normale che si pensi e che si ricordi sempre, è stata
una cosa unica nel suo genere in tutti i tipi di sport. Ne prendo
atto cercando di imitarli il più possibile. Però negli
utlimi anni sono anche cambiate tante cose, il livello di gioco delle
altre Nazionali è cresciuto molto. Siamo una squadra diversa
in un periodo diverso, prendere atto di questo e cercare di fare il
meglio possibile. Il tuo rapporto con Montali?
Direi buono. Un normale rapporto allenatore-giocatore. Si parla dei
vari problemi, si discute normalmente e poi si cerca di lavorare per
il bene della squadra. Chi è che diventerà
il vero leader di questa Nazionale?
Sinceramente non lo so. Questo è un gruppo che forse un leader
vero e proprio non ce l’ha ancora. E’ una sqaudra unita
e, secondo me, non è neanche detto che serva questo trascinatore.
Il leader potrebbe essere proprio il gruppo. L’obiettivo,
il sogno di Cisolla, qual è?
Ce ne sono tanti. L’obiettivo è crescere, crescere tanto
ancora e far bene con questa Nazionale soprattutto agli Europei. Continuare
a lavorare come ho sempre fatto fino ad adesso. Il sogno sarebbe quello
di vincere un’Olimpiade. Però è un sogno, mancano
ancora tre anni. Roma ospiterà questo Europeo
che sarà seguitissimo anche dal punto di vista televisivo,
un bel peso per voi. Un invito al pubblico di Roma?
E’ naturalmente un peso che si porta piacevolmente sulle spalle.
Avere un pubblico numeroso, soprattutto quando si gioca un Europeo
così importante in casa, ti da una carica e una marcia in più.
Quindi un invito va a tutti gli appassionati e no ad accorrere numerosi
e a tifare per noi. Ce ne sarà bisogno. |
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