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L’abbraccio.
E’ quello che si definisce un modo per chiudere qualcosa
e tenerlo stretto dentro di noi stessi.
Ma un abbraccio è anche uno scambio d’anime,
un mondo che si racchiude per regalarsi in tutto e per tutto
all’altra metà; e due città possono abbracciarsi,
grazie allo sport.
Il logo del campionato europeo di pallavolo cerca di sviluppare
questo tema nel modo più semplice e lineare possibile;
le due bandiere nazionali della Serbia & Montenegro e
quella dell’Italia rappresentano il sottile abbraccio
che le due città di Belgrado e Roma daranno alla pallavolo,
esplicitamente simboleggiata dal suo oggetto clou: il pallone.
Vola dunque la palla sospesa su un leggero alone celeste che
cresce nell’intensità man mano che la sfera s’incastona
tra le due bandiere, morbide nelle forme quasi umanoidi, quasi
fossero due silouettes pronte nella tecnica pallavolistica
del muro.
E proprio da questa tecnica così elegante da vedere
come il muro trasportiamo il nostro discorso al manifesto
del campionato, dai colori eleganti e dalle sfumature accennate
ma con delle luci da “abito da sera”. Il giocatore
sullo sfondo che salta a prendere con le due mani protese
la palla dentro un morbido nero; il suo braccio destro evidenziato
in un rosso caldo fa riecheggiare allegoricamente la scia
celestina del logo e dà verticalità alla figura
(quale altro sport, d’altronde, è più
verticale della pallavolo?), che sembra messa quasi fra parentesi
dalle due bandiere le quali a loro volta, per l’occasione,
perdono quasi la loro reale identità nazionalistica
non possedendo più i colori ufficiali, ma andando a
rosseggiarsi anch’esse. Che cos’è questo
infine?
E’ un abbraccio a Roma ed a Belgrado che vivranno con
il campionato europeo la loro gala, cercando di perdere dei
confini ancora così rigidi e divenendo dei punti di
riferimento verso l’obbiettivo finale, ossia una grande
bandiera dello sport che abbraccia l’Europa. |
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